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Stato di Minas Gerais, Brasile, 29 aprile 1996. Quattro
uomini si presentano alla casa di Liliana de Fatima e
Valquiria Aparecida Silva, di 16 e 14 anni che vivevano
con la madre, Luiza. Ben presto, si capisce che la loro
visita è tutt'altro che amichevole o disinteressata.

I quattro misteriosi individui, infatti, invitano
esplicitamente le due ragazze a fare una...
"ritrattazione particolare" in cambio di una imprecisata
ricompensa, principalmente economica.
Ma la signora Luisa si arrabbia e caccia in malo modo i
quattro individui. Per di più, non contenta, denuncia,
poco dopo, il fatto alla stampa.
Ma cosa avrebbero dovuto ritrattare, le sorelle Silva?
Facciamo un passo indietro.

Tutto iniziò nel gennaio di quell'anno, il 1996, quando,
a Varginha, nello Stato brasiliano di Minas Gerais, si
cominciarono a registrare le segnalazioni di molteplici
testimoni che riferirono qualcosa di semplicemente
assurdo: la presenza di strani, inquietanti "esseri" nei
terreni, fattorie, campagne circostanti la cittadina. Si
trattava di testimoni civili, sempre molto coerenti
nelle loro descrizioni. Che quanto hanno riferito non
possa essere facilmente liquidato come una serie di
fantasie o di facezie lo dimostra tutta l'importanza con
cui le autorità civili e militari affrontarono ben
presto la cosa. In specifico, sarebbe opportuno parlare
di "tempestività di intervento", qualora volessimo
soffermarci sul comportamento dei militari brasiliani.
Effettivamente, forse per puro caso o, forse, per
coordinazione sapientemente diretta, gli ufologi
brasiliani parlano di tempestiva "cattura" dei
misteriosi esseri.

Ecco i fatti:
il 20 gennaio 1996, verso l'1,00 antimeridiana, alcuni
agricoltori di una fattoria poco distante da Varginha, i
coniugi Oralina Augusta ed Enrico Defreitas, vengono
svegliati di soprassalto dal trambusto incredibile
prodotto dal loro bestiame che, come impazzito, corre a
perdifiato nel recinto. I due coniugi, poco dopo,
guardando dalla finestra, scorgono nel cielo un grande
oggetto a forma di sigaro che sorvola a lenta velocità
la loro fattoria. Nelle descrizioni si parla di un
oggetto grande come un "minibus" il quale procedeva a
scatti ed emetteva del fumo di colore bianco. Tale
oggetto, comunque, sarebbe stato avvistato quello stesso
giorno anche da altri abitanti della zona.
Quella stessa giornata, verso le 10,00, alcuni bambini,
che stanno giocando alla periferia della città, vedono
quella che definirono come una "strana bestia" e che non
esitarono a prendere a sassate. I pompieri, giunti in
loco nel volgere di breve tempo grazie a precedenti
segnalazioni di altri cittadini sempre in merito ad un
misterioso "animale", iniziarono, allora, a "catturare"
l'essere svolgendo le loro operazioni sotto gli occhi di
alcuni testimoni, fra cui l'operaio Josè Henrique
Desouza. Conosciamo anche il punto esatto in cui
l'"essere" fu catturato: zona della Rua Suecia, vicino
alla casa contrassegnata con il numero civico 3, situata
nel parco "Andere".
Si procedette alla cattura dell'"essere" mediante
l'utilizzo di una rete e lo si rinchiuse,
immediatamente, in una sorta di contenitore caricato in
tutta fretta su un automezzo militare che si diresse
subito verso la scuola sottufficiali dell'Esercito
Brasiliano.
L'ordine tassativo, rivolto a tutti coloro che erano
coinvolti in queste operazioni, fu di osservare un
assoluto silenzio in merito.
Non sappiamo se l'"essere" fosse stato rinchiuso nel
contenitore quando era ancora vivo o se fosse già morto,
ad ogni modo, non era solo.
Qui entrano in gioco le ragazzine di cui parlavo prima,
oltre alla loro amica Katia de Andrade Xavier:
alle 15,30 circa, un altro essere viene da loro
avvistato in una zona desolata vicino alla Rua Benvenuto
Bras Vieira, in prossimità del numero civico 76. La
reazione naturale ed immediata delle tre ragazze fu
quella di fuggire urlando richiamando a sé la signora
Luiza, di cui ho parlato all'inizio, ed alcuni abitanti
della zona.
La polizia arrivò di lì a poco e trovò uno "strano
essere" all'apparenza sofferente, forse ferito. Se ne
stava immobile e venne catturato attorno alle 20,00 per
essere trasferito in un ospedale civile, nel quale gli
fu rifiutata l'assistenza. Portato, allora, all'ospedale
regionale, fu sottoposto ad una serie di esami fino alle
2,00 del mattino, quando venne nuovamente trasferito
all'Ospedale Humanitas dove gli fu assegnata una scorta
armata e dove, purtroppo, trovò la morte.
La sua odissea prosegue con il trasferimento del
"cadavere" all'ESA, nella località di Tres Coracoes,
dove venne portato anche il primo "essere".
Il giorno seguente, 23 gennaio, nuovo trasferimento,
questa volta a Campinhas, città situata a circa 250 km a
sud di Varginha e sempre presso una struttura militare
per allievi ufficiali. Si tratta dell'ultimo
trasferimento.
Il giorno successivo, 24 gennaio, il dr. Fortunato Badan
Palhares procede all'autopsia del "cadavere".
Un'autopsia avvolta tuttora nel mistero...

Cosa abbiamo in mano di concreto, a questo punto,
riguardante questo inquietante caso?
In primo luogo, gli ufologi sottolineano l'esistenza di
numerose testimonianze registrate da parte di persone
che videro, senza ombra di dubbio, quelle due creature
di fattezze umanoidi. Tali testimonianze oculari hanno
permesso la compilazione di questo elenco di
caratteristiche fisiche le quali, se non permettono un
vero e proprio identikit poliziesco, danno comunque modo
di farsi un'idea alquanto precisa ed inquietante di tali
"esseri":

- Testa molto grossa, calva, con tre piccole "corna",
ovvero protuberanze superiori;
- Occhi privi di pupille di color rosso intenso;
- Volto solcato da vene rosse, in rilievo;
- Bocca e naso quasi inesistenti;
- Pelle scura, forse marrone, unta da una sconosciuta
sostanza oleosa;
- Vene in rilievo anche nelle spalle e nelle braccia;
- Mani con tre dita;
- Piedi grandi con due dita prive di unghie;
- Statura non superiore al metro e sessanta;
- Voce simile ad un "ronzio".

Trascorrono alcuni mesi e Varginha e le zone limitrofe
sono nuovamente al centro di strani avvistamenti di
"esseri animati" ed UFO.
I testimoni, di cui si conoscono alcune generalità, sono
una donna, tale Terenzinha Gallo Clepf, la quale avrebbe
intravisto un essere, con la testa simile a quella delle
creature descritte precedentemente, dalla veranda di un
ristorante, e due automobilisti che dichiararono di aver
evitato per un soffio di investire un essere simile, che
avrebbe loro repentinamente attraversato la strada.
Fin qui, quanto dichiarato dagli ufologi.

Veniamo, ora, al consueto "copione", ben conosciuto in
tanti altri casi:
Tutte le autorità, quelle civili e militari, ospedaliere
e scientifiche, negano in modo assoluto, attraverso
comunicati ufficiali, di sapere qualcosa di tali
presunti avvenimenti. In altre parole, a dispetto delle
numerose testimonianze che hanno dichiarato il
coinvolgimento delle suddette strutture, viene opposto
il più rigido silenzio. Una marcata censura, insomma,
avrebbe fatto calare la sua mannaia anche su questo
caso.
Gli ufologi non si demoralizzano ed assericono, senza
ombra di dubbio, di essere in possesso di deposizioni
registrate in audio e videocassette nelle quali,
evidentemente "prima" che ricevessero la consegna del
più assoluto silenzio, agenti del corpo dei Pompieri,
Polizia Militare ed Esercito avrebbero ammesso il loro
diretto coinvolgimento nella cattura e trasferimento in
varie località dei misteriosi esseri.
La presenza di un fitto cover-up, inoltre, viene ad
essere ancora più probabile quando si consideri
l'episodio con cui ho aperto questo articolo, ovvero il
tentativo di indurre a ritrattazione le due sorelle
Liliana de Fatima e Valquiria Aparecida Silva da parte
di quattro misteriosi individui pronti ad elargire, in
cambio, denaro e "benefici".

Esiste un altro fatto che induce a non poca perplessità
su quanto, effettivamente, abbiano voluto nascondere le
autorità:
il 29 maggio di quel 1996, nel luogo in cui il dr.
Palhares avrebbe effettuato l'autopsia su uno dei due
esseri, è stata indetta una strana riunione di vertice
militare con la partecipazione di 25 generali (ovvero
uno per ogni stato del Brasile), presieduta dal ministro
della Difesa brasiliano Zenildo Zoroastro Lucena.
Spiegazione ufficiale: verificare il sistema informatico
dell' Accademia Militare...!
Ma, dulcis in fundo, ecco che arriva nientemeno che...
la NASA!
Spiegazione ufficiale: preparare e coordinare i futuri
"astronauti" brasiliani...!
Inutile dire che, di astronauti brasiliani, la storia
delle imprese spaziali, finora, non ha avuto traccia...

Il copione del cover-up, insomma, sembrerebbe, un'altra
volta, rispettato in tutta la sua triste arroganza. Se
consideriamo che, dopo i suddetti avvenimenti, si sono
registrati i consueti trasferimenti e provvedimenti
disciplinari nei confronti di personale e di militari
"troppo loquaci", minacce, controlli, e l'intervento
nientemeno dell'"Intelligence" brasiliano attraverso i
famigerati e repressivi servizi dell'"S2", non dovremmo
far molta fatica a sorridere mestamente, considerando
che i soliti scettici hanno descritto le misteriose
"creature" di Varginha come scimmie fuggite dallo
zoo...!
Qui, siamo ai soliti livelli da avanspettacolo in cui,
ad una sostanziale mancanza di rispetto per il prossimo
(evidentemente considerato alla stregua di poco più che
beota), simili scettici aggiungono l'arroganza di
manipolare la realtà con spiegazioni ridicole ignorando
sfacciatamente l'esistenza di dichiarazioni e
testimonianze comprovate e comprovabili.

Ignoriamo noi, una volta tanto, questi presuntuosi e
domandiamoci, da liberi pensatori: che cosa potrebbero
essere stati i misteriosi esseri di Varginha?
L'ipotesi che mi si presenta più spesso alla mente è
quella di "errori genetici", ovvero "scarti" di
operazioni genetiche effettuate da "qualcuno" che stava
manipolando materiale biologico per creare supponibili
"incroci".
Forse, si trattava di "feti" alieni o di "neonati"
tarati da qualche imperfezione di cui ci si è voluti
sbarazzare. Alcuni elementi, infatti, metterebbero in
relazione tali esseri con i neonati terrestri:

- la testa grossa e calva (sappiamo che i neonati
sembrano spesso avere la testa più grossa del corpo e
che sono quasi sempre calvi);
- le vene "in rilievo" (anche questo, in un certo senso,
è un fenomeno riscontrabile in alcuni neonati, se
consideriamo la finezza della pelle);
- la sconosciuta "sostanza oleosa" (e se fosse un
residuo del liquido amniotico della madre?

Ma l'ipotesi dello "scarto genetico", per quanto a mio
parere plausibile, non ne esclude altre.
Agli ufologi brasiliani il nostro augurio di continuare
nel loro importante lavoro d'indagine.
FONTE:
Edicolaweb.net
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